Gnamo:.

Gnamo è amore, passione e tanta curiosità per la cucina e tutto ciò che gli ruota attorno.

Torta di cioccolato fondente in zuppa di cioccolato bianco

Ingredienti per 6 persone

  • 8 uova
  • 200 gr di cioccolato fondente
  • 200 gr di burro
  • 200 gr di zucchero
  • 100 gr di mandorle laminate
  • 100 gr di cioccolato bianco
  • 500 ml di panna liquida
  • 2 yoghurt bianchi cremosi (tipo greco)
  • frutti del bosco

Scaldare il forno a 170 gradi durante una decina di minuti. Separare i tuorli dagli albumi e aggiungere a questi ultimi lo zucchero, mescolare mantre si aggiungere  il cioccolato fondente previamente sciolto nel burro fuso. Montare a neve gli albumi, una volta pronti mescolare con delicatezza  alla miscela preparata anteriormente. Imburrare uno stampo per dolci, io l’ho preparato in uno di ceramica rettangolare ma va benissimo qualsiasi altro stampo. Versare il composto, infornare per circa 30 min.

In un pentolino far bollire la panna, ritirare dal fuoco ed aggiungere il cioccolato bianco a tocchetti mescolare finche’ sciolto completamente con la panna, lasciar raffreddare.

Una volta completamente freddo aggiungere lo yoghurt mescolare e lasciare in frigo un paio d’ore.

Sistemare la salsa nel piatto, metterne un po nel centro ed adagiarci sopra la torta ancora tiepida. Decorare con le scaglie di mandorle e con un paio di frutti di bosco tipo lamponi o mirtilli, io ho usato questi ultimi.

Julie & Julia

Molto meglio in lingua originale.

1st Gnamo Dinner Berlin

02.12.09

Berlin, Neuköln

Host: Martina Hoffman

Guests: 7

To reserve please contact gnamodinner at gmail dot com.

Las Croquetas de Rosa

Se siete stati in Spagna ed avete avuto modo di gustare un vero tapeo molto difficilmente vi siete lasciati sfuggire le crocchette, onnipresenti. Ce ne sono di jamon serrano, iberico o de york (prosciutto sia Serrano o Iberico che cotto), di puchero (brodo), di patatas (patate), espinacas (spianaci), di pollo. Se ne trovano praticamente in tutti i bar di tapas, pero’ a dirla franca non sono fan delle crocchette, ne di tutto cio’ che sia fritto, ma quando mi ritrovo davanti delle crocchette calde calde, fatte in casa durante un pomeriggio piovoso, con una ricetta tramandata da madri a figlie, beh si…me le gusto, e per di piu’ ci scrivo un post. Due settimane fa sono stata invitata a cena da una coppia di amici Spagnoli, dell’Andalusia, Mateo e Rosa, quest’ultima artefice di queste piccole golosita’. Sono andate a ruba, un momento che ho abbassato gli occhi per farne un paio di foto e gia’ erano finite, nemmeno la foto ho fatto. Ho avuto il tempo di metterne nel piatto 4 o 5. Mmmmm! Davvero buone! Mi sono piaciute talmente tanto che mi sono fatta dare la ricetta.

DSC03001

Rosa mi scrive:Hey aquí la receta, que no se me ha olvidado:

croquetas
foto di Tamorlan


Ecco la ricetta per il Puchero (il brodo) & after-Croquetas.

Ingredienti per il brodo:

  • mezzo pollo senza pelle
  • 200gr. di carne di manzo tagliata a tocchetti
  • un porro
  • sedano
  • 3  carote
  • 150 gr. di ceci
  • sale q.b.

Per le crocchette:

  • carne sminuzzata del brodo
  • 3 o 4 cipolle tagliate sottili
  • dai 25 ai 50 cl. di latte
  • 4 cucchiai di olio di oliva
  • farina per dolci
  • alcuni dei ceci cotti nel brodo, triturati
  • sale & pepe
  • noce moscata

Per l’impanatura:

  • Pangrattato e 2 uova

Bisogna lasciare i ceci in acqua per tutta la notte precedente, affinche’ si ammorbidiscano.
Tagliare a dadini la verdura, lavare la carne ed il pollo, mettere insieme tutti gli ingredienti dentro una pentola grande con abbondante acqua. Salare e  lasciar cuocere durante due o meglio tre ore a fuoco lento, ritirando la schiuma che si forma durante la prima ora di cottura. Scola la carne ed il pollo e sminuzza il tutto.

Triturare i ceci insieme ad un po’ delle verdurine scolate del brodo, fino a rendere il tutto una salsa densa.

Friggere le cipolle in una padella con l’olio d’oliva fino a dorarle, aggiungere le carni sminuzzate, dopo un paio di giri in padella si aggiunge il latte, cuando bolle unire la pasta creata con i ceci e mescolare bene, bene. Aggiungere la farina, mescolare aggiungendo anche le spezie abbassare il fuoco e continuando a mescolare finche’ si forma una pasta compatta che si stacca sola dalla padella. Ritirare dal fuoco e versare in un recipiente, lasciandola riposare a temperatura ambiente un paio di minuti e poi metterla nel frigo.

Una volta la pasta e’ diventata compatta e completamente fredda la si puo’ lavorare formando delle palline alle quali andremo a dare la forma delle crocchette. Passare nell’uovo sbattuto, dopodiche’ procedere con l’impanatura, rimuovere l’eccesso di pangrattato e friggere in olio bollente per alcuni minuti. Scolare su della carta da cucina e servire con salsa alioli.

Vertice Mondiale per la sicurezza alimentare (primo approccio)

Oggi leggo basita su tutti i quotidiani Italiani online, che all’alba del Vertice per la sicurezza alimentare per sensibilizzare l’opinione pubblica sia stato indetto uno sciopero della fame, da parte di alcuni dei partecipanti. La prima notizia che leggo infatti e’ che il Sig. Jacques Diouf, Direttore Generale della FAO, ha cominciato il suo sciopero della fame, di 24 ore, ispirandosi a Ghandi, secondo me questo Signore non la conosce veramente la storia di Ghandi. Infatti il suo sciopero della fame andava ben oltre le 24 ore. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno ha voluto essere parte di questa, permettetemelo, clamorosa pagliacciata, ed ha fatto anche lui lo sciopero della fame per una durata di 24 ore (anzi secondo lui alcuni minuti in piu’), ardua impresa distolta da un cappuccino che ha salvato Alemanno da uno svenimento (sempre secondo lui), sarebbe andato durante la serata al compleanno della moglie, dove dubito che non abbia ne mangiato ne bevuto nulla, ma questo e’ un mio dubbio…
Poi il Campidoglio decide di annullare il cocktail previsto per le delegazioni dei membri della FAO, quindi non se magna nemmeno qui, altra pagliacciata!
Il Premier Italiano, Silvio Berlusconi, unico tra i “grandi” (si fa per dire) capi di stato delle Nazioni piu’ ricche, ad essere presente. Si conferma nel ruolo di comico, raccontando anche barzellette. Ma non aveva un appuntamento in tribunale?
Il papa indignato vorrebbe dei risultati al piu’ presto, ma forse non ha mai pensato a subastare parte dei tesori Vaticani, con il ricavato sicuramente sfamerebbe tanta di quella gente…
Gheddafi che organizza una cena con 200 fanciulle, reclutate attraverso agenzie di hostess e pagate 50 euro ognuna, per cercare di convertirle all’Islam. Qui ognuno viene a farci i suoi porci comodi, a saperlo ci sarei andata a farmi un po’ di pubblicita’ per Gnamo Dinner!
E la FAO, perche’ ce ne vuole per spendere tutti i soldini messi a loro disposizione per i paesi poveri e che piu’ della meta’ di questi soldi vengano spesi in uffici e in materiale burocratico vario.

L’unico intervento saggio e’ stato, sempre secondo me, quello di Lula da Silva, Presidente del Brasile, la fame è la più devastante arma di distruzione di massa sul nostro pianeta: non uccide soldati, uccide bambini innocenti che non hanno neanche un anno che sfortunatamente sa cos’e’ un paese che soffre la fame.

Non volevo toccare argomenti politici qui su Gnamo, ma ovviamente vedendo cio’ che sono capaci di fare questi personaggi durante un incontro cosi’ importante…

Continuera’…

Progetto Gnamo Dinner

Da tanto tempo mi ronzava per la testa l’idea di organizzare delle cene e far coincidere delle persone, che improbabilmente avrebbero coinciso (da i tempi di WaldesMitte, ma questa e’ un’altra storia che lascio per un’altro momento), mi spiego, abito a Berlino dove non mancano ne ristoranti, ne bar, ne punti di riunione. Fatto sta che pur essendoci molti, che dico molti, moltissimi locali pubblici non ho ancora trovato un posto, dove conoscere gente nuova e dove mangiare allo stesso tempo. Se si va al ristorante per esempio, difficilmente ci si mette a parlare con le persone sedute agli altri tavoli, se non fate parte di quelli come me, che riescono a parlare anche con le statue, si passa una serata piacevole con amici, fidanzato/a, se si e’ fortunati si mangia bene, si spende poco e si torna a casetta.

Niente male no? Beh, forse si puo’ fare di meglio…Gnamo vuole provarci e’ per questo che ha creato un progetto dove si unisce l’amore per il cibo e la voglia di conoscere nuove persone, in un contesto un po’ insolito.

A partire dal 17 di Novembre (lo so, bella data per iniziare), si terra’ la prima Gnamo Dinner qui a Berlino. Una cena che si svolgera’ in un appartamento Berlinese dove parteciperanno 8 persone, 4 che si conoscono tra loro e le altre 4 sconosciute.

Ogni due settimane ci sara’ una nuova Gnamo Dinner Berlin in una nuova casa ed io cucinero’ per nuovi ospiti, in una cucina diversa ogni volta. Che emozione!!!

Sto mettendo a punto il gruppo su facebook, da li ci si potra’ prenotare per una Gnamo Dinner, sia come anfitrione e mettere a disposizione la propria casa, che come ospite.

Ogni partecipante paghera’ un contributo per fare gli acquisti, stabiliro’ il prezzo a seconda del menu’ e quindi potra’ variare, ma sara’ sempre comunicato attraverso la pagina del gruppo di Gnamo Dinner su facebook 2 giorni dopo il precedente evento. Il proposito non e’ far soldi e’ darsi a conoscere, per questo il costo individuale delle cene sara’ sempre in proporzione alla spesa. Ci interessa conoscere gente ed allargare il circolo di amici, soprattutto in una citta’ cosi’ grande dove, e’ vero che la gente e’ di una tolleranza ed ha un senso di civita’ molto elevato, sono abbastanza gentili ma abbastanza distanti allo stesso tempo e le relazioni restano pur sempre superficiali, sara’ il freddo? Boh! Comunque, penso che sia un modo diverso di passare una serata, mangiando e conversando, insieme a personaggi nuovi che chissa’ magari tra loro ci sia feeling, spero, e da li vengan fuori nuove amicizie, questo si vedra’…

Il menu’ sara’ ogni volta diverso come le persone ed il luogo, questa settimana l’ho scelto io essendo il primo evento e non avendo ormai piu’ tanto tempo, ma mi piacerebbe in futuro poter far scegliere il menu ai partecipanti, (si un menu’ fatto su misura!!!).

I miei ospiti di martedi’ 17 Novembre della prossima cena gusteranno il seguente menu’:

  • Mini cheese-balls with thyme and honey
  • Balsamic Modena vinegar risotto
  • Sticky lemon chicken
  • Steamed asparagus with eggs vinaigrette
  • Brown butter and scallion mashed potatoes
  • Black chocolate cake in white chocolate soup

ANTIPASTO

Mini cheese-balls sono delle polpettine di formaggio di pasta morbida con del timo e del miele, panate con dei semini di sesamo tostato, non ricordo dove le ho mangiate ma ricordo perfettamente il sapore, stuzzichevoli!

PRIMO

Balsamic Risotto o meglio: Risotto all’aceto balsamico tradizionale di Modena, l’ho preso qui da Francescav non l’ho ancora provato, ma l’idea dell’aceto Balsamico nel risotto mi tenta eccome, d’altro canto nella pasta ci sta una favola, perche’ non nel riso?

SECONDO

Sticky lemon chicken, questa e’ di Sigrid, il cavoletto di bruxelles, il suo blog mi affascina e le ricette che ci si trovano sono da leccarsi i baffi, in questo caso le dita. Ancora non ho avuto l’occasione di preparare nessun piatto dei suoi, solo alcune meraviglie di dolci,   questa volta voglio cimentarmi con qualcosa di semplice ma buono, giusto per iniziare.

CONTORNI

Gli asparagi sono questi qua di Elle a tavola, sperando mi vengan fuori anche cosi’ belli, ci vorrebbe quel piatto da portata, sarebbe trionfale…eheh

Il pure’  su Gourmet, cercavo un pure’ un po’ diverso e questo da quando l’ho trovato, l’ho preparato gia’ un paio di volte.

DOLCE

Tarta de chocolate negro en sopa de chocolate blanco: Viene da un libro che ho acquistato quest’estate in Spagna presso Circulo de Lectores e si chiama El Sabor de nuestra cocina e la ricetta e’ di Feli Melchor Del Valle una socia di Barcellona. Prometto pubblicarla presto.

I titoli li ho dovuti adattare all’Inglese, visto che sara’ la lingua con la quale ci comunicheremo con il resto del gruppo.

Incrocio le dita per il 17.11.2009, chissa’ non ne nasca qualcosa di veramente bello!

Empanada Cilena

empanadas 2 di josquin2000

Ingredienti per circa 20 unita’.

Per preparare il Pino (ripieno delle empanadas)

1 kilo di carne tenera

4 cipolle grandi

3 cucchiai di  strutto

1 cucchiaio di cumino

20 olive nere

40 chicchi di uva passa lasciata previamente un paio d’ore in acqua

4 uova sode

2 cucchiai di paprica

½ cucchiaino di pepe

2 cucchiaini di salsa piccante

sale q.b.

per la pasta

1 kilo di farina

200 gr di strutto fuso

½ litro di acqua calda

1 cucchiaino di paprica sciolto in un cucchiaio di olio di semi

½ cucchiaio di sale

*albume d’uovo per spennellare previamente alla cottura

Taglia la carne a cubetti piccoli, ma non tritarla, friggila nella meta’ di strutto affinche’ prenda un po’ di colore, ma non troppo finira’ di cuocere in forno. Condisci con il sale il cumino e la salsa piccante. Metti da parte. Taglia le cipolle grossolanamente e dorale con il resto dello strutto evitando che si secchino troppo. Condire con sale, pepe e paprica, ritira dal fuoco.

A questo punto si uniscono le cipolle alla carne, si lascia raffreddare e si mette da parte nel frigo. Tagliare le uova sode a spicchi…Adesso arriva il bello!

Disporre la farina a fontana su una surpeficie liscia, e speriamo anche pulita, ehehe, aggiungere uno per volta gli ingredienti restanti facendo attenzione a non bruciarsi con l’acqua calda. Una volta uniti gli ingredienti si puo’ cominciare a lavorare la pasta finche’ diventi omogenea. Forma una palla e coprila con dei panni asciutti per far si che non si raffreddi  (sara’ piu’ difficile lavorarla se raffredda troppo), nel mentre infarinare una superficie liscia, ricavare dalla palla delle palline grandi quanto quelle da tennis.  Stendere fino a quando sia di un paio di mm di spessore, tagliare circonferenze di circa 20 cm e adagiare su ognuna d’essa 2 cucchiai di Pino (il ripieno ricordi?) nel centro mi raccomando! Altrimenti sbroda tutto fuori… aggiungere uno spicchio di uovo sodo, un’oliva e 2 chicchi di uva passa previamente strizzate, non troppo forte…

Bagnare con le dita tutto il bordo della circonferenza con dell’acqua tiepida, ripiegare formando una mezza luna premendo per chiudere la empanada, chiudere bene cercando di non lasciare il bordo troppo spesso. Dare una spennellata con l’albume d’ uovo. *Questo uovo me l’ero dimenticato negli ingredienti!

Accendere il forno al massimo, scalda dieci minuti, disponi le empanadas su una teglia piatta leggermente spolverata di farina, inforna, dopo 5 minuti abbassa la temperatura al minimo elasciale cuocere durante 15 minuti circa, tenendo d’occhio il dorato in superficie. Lascia riposare una decina di minuti prima di servire, non si mangiano troppo calde.

Stappate una bottiglia di Concha y Toro per rimanere in terra Cilena.

Aqui tienen las empanadas Chilenas.

Buen Provecho!

Piccolo spazio pubblicita’

Ma come si fa a dimenticare una tale canzoncina?
con un tubo e un bacio puoi dire tutto!
tutututututututu
Tubitubitubi TI
baciobaciobacio U
giragiragira B
dimmidimmidimmi I
io ti dico che ti A
mi rispondi che Mimi
hai capito che ti O ti A ti O ti AMO.
tututututututu – Tubiamo
tutututututtutu – Tubiamo
tututututtututu- Tubiamo – tu
impara il linguaggio dei tubi così gli altri non capiranno un tubo

Ma qual’era sto linguaggio dei tubi? Boh, io ricordo quello che bisognava mettere la f tra le varie sillabe aggiungendo la vocale della sillaba in questione, esempio Gnafamofo, cufucifinafa oppure cafarofotafa. C’era chi lo faceva con altre conzonanti come la s>Gnasamoso o la t>Gnatamoto. Ma questa e’ un’altra storia.

Secondo Algida tutti abbiamo un cuore di panna…beh insomma mica tanto…alcuni ce lo hanno di cioccolato, c’e’ chi ce l’ha di pistacchio, io per esempio ce l’ho meta’ stracciatella meta’ puffi.

Il bambino che si meravigliava di vedere un pollo…chi non l’ha mai imitato, credo che a scuola lo dicessimo tutti, papa’ guavda un po’llo!

Il Saltaquik che non saltava ed era fatto di un plastico scadente, piccolo piccolo…Bugiardi ci ingannavano, ed io che convincevo mia madre a comprarmelo solo per il regalino, che si rivelava una fregatura…

Non capisco il perchè ma le pubblicità di oggi sono tutt’altra cosa, prima sembrava fossero piu’ innocenti.

Alimenti insoliti

Diciamo che sono cresciuta con l’idea, un po’ imposta dai miei, che prima di dire che qualcosa da mangiare non mi piace bisogna provarla…In effetti, non lo si puo’ sapere, solamente con guardare, se un determinato piatto ci piace o no, certo che ci possiamo fare un’idea a prima vista, ma quante volte capita che un piatto, tra virgolette brutto, e’ risultato essere delizioso? A me tante.
Durante i tre anni che ho vissuto in Messico mi e’ capitato di mangiare cose che non ritenevo nemmeno alimenti prima di allora, come per esempio le formiche, si si formiche, hai letto bene, le compravamo al mercato di San Cristobal de las Casas in Chiapas, su una bancarella delle tante che riempivano questo mercato multicolore.
Le compravamo credo non ricordare male a peso, una manciata per me ed una per la mia amica Giordana che un giorno mi introdusse a questo nuovo e sconcertante alimento. Era la prima sosta, prima ancora di andare a fare la spesa per il ristorante il Punto, di proprieta’ di Giordana, ci mandavamo giu la manciata di formiche, tostate sul comal, senza nessun tipo di condimento, e via su e giu per il mercato per gli approvvigionamenti, cariche come somari, non sentivamo quel peso che portavamo sulle spalle. Dopo aver mangiato, mandato giu questo concentrato di proteine l’effetto era simile all’aver ingerito dello ginseng.
Il sapore era simile a quello delle noccioline tostate, o meglio a quello della pellicina che marrone che le ricopre, salato, un po’ aspro ed anche un po’ acido con un retro gusto di affumicato. L’odore non lo ricordo molto, credo averlo rimosso dai miei ricordi, non amandolo particolarmente, pero c’era un non so che di agrio che mi torna in mente. Ma le formiche sono solo uno dei tanti alimenti provati durante il mio soggiorno, nel paese del tequila, perche’ in messico e’ el tequila e non la tequila. Iguane che sorprendentemente sanno di pollo, forse un po’ piu tenera la sua carne, ma anche nell’aspetto simile al pollo, tacos di chapulines, ovvero grilli, tizmiche, che sinceramente non ho mai capito cosa sia esattamente, mi raccontavano gli abitanti di Tlacotalpan, nello stato di Veracruz che questa specie di larve veniva pescata dal fondo del fiume, il Papaloapan, milioni di microscopiche larve di gamberi, che i Tlacotalpenos, chiamavano il caviale del fiume.
Buono, davvero questo Tizmiche, ma anche il mapache ossia l’orsetto lavatore, che per una volta ho voluto assaggiare, anche se sinceramente mi ha fatto tanta pena, ma in fin dei conti solo per via della mia educazione culinaria Italiana, perche’ poi fermandomi a pensare, beh davvero se uno ci pensa, anche la mucca o il maiale, mi fanno pena, ma li mangio lo stesso, e allora perche’ in altri posti del nostro pianeta non potrebbero mangiare animali che fanno tenerezza o ribrezzo?
Questo “omone” che appare nel video qui sotto,

si chiama Andrew Zimmern, il suo programma si chiama Bizarre Foods ed oltre ad essere uno chef, che pero’ in uno dei video che ho visionato previamente non sapeva dell’esistenza di pinoli, e allora mi domando ma come lo fara’ il pesto alla Genovese senza i pinoli? Comunque come dicevo questo tipo qua ha uno dei lavori, secondo me piu’ belli che possano esistere, viaggia in giro per il mondo e si dedica a mangiare ogni sorta di cibo strano, da cavallette a cuori di rane ancora palpitanti, vermi, occhi, ragni, pesci velenosi. eh si, sono un po’ strana lo ammetto ma a me piacerebbe davvero un lavoro cosi’. Credo che per conoscere una cultura, bisogna tuffarsi di testa nelle loro abitudini alimentari e da li si potra’ capire molto del posto e della sua gente. Certo che Andrew ha uno stomaco di ferro pero’.

Manuale del Sushi (da non prendere troppo sul serio)

I gusti si dividono quando si parla di sushi, ci sono quelli che lo amano e quelli che lo odiano. Quante volta abbiamo sentito dire “il sushi? ma che e’? Ma come si mangia, freddo? noooo, pesce crudo? noooo, ma non e’ meglio un piatto di pasta?” Ognuno puo’ avere la sua opinione ed io ho la mia AMO IL SUSHI. Lo amo ancora di piu’ dopo aver visto questo “manuale”, dove mi rendo conto che i Giapponesi sanno come fare dell’autoironia, e lo fanno anche bene. Chapeau!

Cuppa roast potatoes

Cuppa roast potatoes

di Hipnotic Aubergine

Cibo-Arte o Arte-Cibo?

scarpa

Nike Air Max 90 creata da Olle Hemmendorff.

Le cercavo da tempo foto carine da pubblicare, e finalmente…mi sono sorprendentemente ritrovata a guardare, questa divertentissima collezione di food photography su Dark Roasted Blend.