Ratatouille

January 20th, 2010 by gnamo No comments »

Alcuni anni fa, più precisamente (come passa il tempo!!!) una decina di anni ormai, ho avuto l’occasione di abitare a New York per circa un anno, dove lavoravo come cameriera in un ristorante Francese nel quartiere di Chelsea, dal nome Le Singe Vert, dove tra escargots, canard a l’orange, la raie au beurre noir frites merguez, Tartare de thon si trovava tra i contorni insieme ai fagiolini e le patate fritte, la deliziosa ratatouille.
Non che prima di allora non avessi avuto a che fare con queste verdure, avendo abitato per quasi 5 anni a Parigi, di ratatouille ne avrò provate davvero centinaia, fatte in casa, al ristorante, ai bistro, a casa dei miei zii, a casa di amici, a casa di genitori di amici, fatte da me ma…niente…la parola ratatouille evoca in me il ricordo di questo ristorante sia per il piatto in sé preparato dallo Chef, Messicano di Puebla, in una modo strepitoso pur essendo un piatto così “semplice” o forse di ingredienti semplici, sia perché lo associo ad un cliente fisso, un habitué, gran fan di questa ratatouille.
Si chiamava Tony, il cognome non riesco a ricordarlo purtroppo, so che è nascosto in luogo remoto del mio cervello, ma non riesce a venir fuori.

Tony, veniva ogni giorno o quasi era ormai parte integrante del ristorante, quasi come un soprammobile, era parte della decorazione, era anziano, grande, con un lento procedere che ricordava le tartarughe. Quando apriva la porta e vedevamo come affacciava la testa, e lo faceva come fanno le tartarughe uscendo dal guscio, c’era sempre qualcuno che diceva “Here comes the turtle” a bassa voce…ma non con cattiveria, gli si voleva bene a Tony. Gli si andava incontro e lo si salutava con due baci e facendolo accomodare al solito posto, vicino la porta, attraverso la vetrata poteva osservare la strada, chissà cosa vedevano i suoi occhi di fotografo. Ordinava il solito vino un Cabernet Sauvignon della casa e ci chiedeva che cosa ci fosse di specials, e come al solito dopo avergli elencato tutto il menu’ gli specials and Suggestions lui diceva: ” Oggi l’avete la ratatouille? Una ratatouille, ma poca poca, non troppa, poca poca”.

Veniva sempre solo sorseggiava lentamente il suo vino, mentre lo faceva girare nel bicchiere. La Ratatouille gli veniva servita in un piatto speciale, un pò più piccolo di un piatto normale, a lui piaceva così, se la gustava l e n t a m e n t e, ogni forchettata durava un’eternità…

Se ne stava lì ore, un paio, sempre osservando quasi sempre taciturno finché qualcuno di noi tempo permettendo si avvicinava e gli chiedeva come stava a lui piaceva parlare del tempo in cui fotografava personaggi famosi della sua epoca, gli anni 50 e 60, la sua New York e raccontava come tutto era cambiato e raramente su richiesta nostra portava anche alcune delle sue foto, erano davvero belle, intense, tutte in bianco e nero, attraverso le quali si poteva rivivere l’essenza di ciò che avevano visto gli occhi di Tony, di come aveva guardato il mondo. C’era melanconia nei suoi occhi che spariva nel momento in cui mangiava la sua tanto amata ratatouille, chissà proprio come nel film anche a lui ricordasse qualcosa. Poi chiedeva il conto, pagava, salutava con la mano e se ne andava lentamente come era arrivato.

Il caro vecchio Tony famoso fotografo Italo-Americano che parlava un Italiano con un accento Americano.

Anche all’inizio di Dicembre quando finalmente dopo alcuni anni dalla sua uscita ho visto il film Ratatouille, che per altro mi é piaciuto davvero molto

questo ricordo si è automaticamente riattivato e a Natale quando ho ricevuto come regalo un gioco (livello 3+, si si 3 anni in su :( ), sempre del topolino piccolo Chef di Ratatouille (l’avevo detto che mi era piaciuto davvero tanto) il ricordo di Tony mi é tornato alla mente. L’ho cercato pensando che su Google potessi trovare tutto e tutti, ma del caro vecchio Tony, nessuna traccia…ovviamente avendo il cognome sarebbe più facile.

Só che un giorno ricorderò il suo cognome, chissà magari sarà mangiando proprio la ratatouille, chissà non sia proprio la prossima volta.

Torta di cioccolato fondente in zuppa di cioccolato bianco

December 3rd, 2009 by gnamo No comments »

Ingredienti per 6 persone

  • 8 uova
  • 200 gr di cioccolato fondente
  • 200 gr di burro
  • 200 gr di zucchero
  • 100 gr di mandorle laminate
  • 100 gr di cioccolato bianco
  • 500 ml di panna liquida
  • 2 yoghurt bianchi cremosi (tipo greco)
  • frutti del bosco

Scaldare il forno a 170 gradi durante una decina di minuti. Separare i tuorli dagli albumi e aggiungere a questi ultimi lo zucchero, mescolare mantre si aggiungere  il cioccolato fondente previamente sciolto nel burro fuso. Montare a neve gli albumi, una volta pronti mescolare con delicatezza  alla miscela preparata anteriormente. Imburrare uno stampo per dolci, io l’ho preparato in uno di ceramica rettangolare ma va benissimo qualsiasi altro stampo. Versare il composto, infornare per circa 30 min.

In un pentolino far bollire la panna, ritirare dal fuoco ed aggiungere il cioccolato bianco a tocchetti mescolare finche’ sciolto completamente con la panna, lasciar raffreddare.

Una volta completamente freddo aggiungere lo yoghurt mescolare e lasciare in frigo un paio d’ore.

Sistemare la salsa nel piatto, metterne un po nel centro ed adagiarci sopra la torta ancora tiepida. Decorare con le scaglie di mandorle e con un paio di frutti di bosco tipo lamponi o mirtilli, io ho usato questi ultimi.

Mangiare a Berlino

November 24th, 2009 by gnamo No comments »

Pappa e ciccia

Forse risulta un po’ controproducente per via del mio progetto Gnamo Dinner, ma quando un ristorante e’ buono bisogna riconoscerlo, e questo alla trattoria Pappa e ciccia bisogna riconoscerglielo. La carta cambia tutti i giorni, ma spesso e volentieri ci si trovano le penne all’arrabbiata o con la salsiccia e rucola, le linguine con le zucchine, le trenette nere con i gamberi, l’orata al forno, i calamaretti e tanti altri piatti semplici, ma molto gustosi, preparati con cura. Un posto dove ci si puo’ ritrovare per la colazione, il pranzo, la cena oppure per bere un buon vino. C’e’ un bancone dove poter ordinare una grande varieta’ di dolci e torte preparate nel negozio/salumeria/pasticceria che si trova affianco, anch’esso parte di Pappa e ciccia.

goods

Il caffe’ lo trovo ottimo, importante per un’Italiana no?
I prezzi non sono certo tra i piu’ economici di Berlino, ma nemmeno troppo alti diciamo tra i 9 e i 13 euro per una pasta 16 euro per una bistecca. In cucina si alternano cuochi Italiani e Tedeschi, tra i ragazzi Italiani ce n’e’ uno di Verona, un’altro di Napoli ed un ragazzo Siciliano.
L’eta’ media dei clienti e’ 35 anni circa, uno dei ristoranti del mio quartiere piu’ in voga tra i vicini. I ragazzi e le ragazze che ci lavorano sono simpatici e danno un servizio molto attento, tra loro tre Italiani, uno di Treviso, uno del lago di Garda ed una Romana, eragazzi di altre nazionalita’. Se decidete di fare un giro e mangiare Italiano fatto da Italiani non dimenticate di prenotare, soprattutto durante il week end, perche’ altrimenti e’ difficile trovare dei tavoli disponibili.

atmosphere

E poi semmai doveste passare mi farebbe piacere conoscervi, beh si, anch’io lavoro al Pappa e ciccia, la Romana sono io…ma la pubblicita’ la faccio perche’ se la meritano, o forse ce la meritiamo? :) Perche’ anche se da pochissimo tempo faccio parte del team, mi piace davvero sto posto!

http://www.flickr.com/photos/barolo/ / CC BY-NC 2.0



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