Kitchen di Banana Yoshimoto

February 8th, 2010 by gnamo No comments »

“Non c’e’ posto che io ami di piu’ della cucina. Non importa dove si trova, com’e’ fatta: purche’ sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.
Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire.
Mi piacciono col pavimento disseminato di pezzettini di verdura, cosi’ sporche che la suola delle pantofole diventa subito nera, e grandi, di una grandezza esagerata. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero inverno, un frigo imponente, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. E se per caso alzo gli occhi dal fornello schizzato di grasso o dai coltelli un po’ arrugginiti, fuori le stelle che splendono tristi. Nei momenti in cui sono molto stanca, mi succede spesso di fantasticare. Penso che quando verra’ il momento di morire, vorrei fosse in cucina…”

Dal libro di Banana Yoshimoto: KITCHEN (Kitchin, nome originale) 1988

Fruit Logistic Berlin

February 8th, 2010 by gnamo No comments »

E’ appena finita la Fruit Logistic di Berlino, Fiera della frutta e della verdura, nella quale espongono moltissimi pezzi grossi del settore agroalimentare. Sono stati 3 giorni, dal 3 al 5 di Febbraio e si e’ tenuta al Messe Berlin, una struttura gigantesca dove stands di tutti gli angoli del mondo contribuivano mettendo in mostra i loro generi alimentari piu pregiati. Ho collaborato con una azienda que produce meloni, arance, limoni, pere mele e uva dal nome Battaglio.
L’azienda agricola si chiama Don Camillo, proprio come il celebre personaggio vestito con la tonaca, usano tra l’altro la sua immagine nelle bottiglie di Lambrusco che producono. Gente Emiliana, con un accento molto simpatico, molto alla mano e che sanno esattamente cosa vuol dire mangiar bene. Nel loro stand non mancava il parmigiano reggiano, ne il culatello, il salame di culatello…

Mi sono divertita svolgendo il ruolo di traduttrice e imparando anche qualcosa sulle varieta’ di meloni, ed io che pensavo fossero 3 o 4, risulta invece che ne esiste una grande varieta’.
La cosa piu’ incredibile e’ che alla fine di questa Fiera, tutti gli alimenti vengono buttati via, si si proprio alla spazzatura, tonnellate di frutta fresca, frutta secca, verdura, legumi ecc.
Uno spreco di cibo, che secondo me se l’organizzazione della Fruit Logistic l’avesse impostato in un altro modo, avrebbe potuto provvedere a smaltire tutto il cibo restante a delle associazioni caritevoli, che avrebbero sfamato durante vari giorni a molta gente che ne ha bisogno.
A me e’ andata bene, parecchio, il mio bottino e’ stato strepitoso, i miei compagni di casa sono rimasti con la bocca aperta pronta ad assaporare tutte le bonta’ da me caricate fin casa e gentilmente offerte dalla ditta con la quale ho collaborato e gli stands che erano intorno, ho portato a casa: una cassa di arance Tarocco, una di Radicchio Trevigiano, olio d’oliva dell’azienda agricola Don Camillo, una forma di gorgonzola, 4 salami di culatello, un salame milano, parmigiano Reggiano, birra becks una cassa da 30 lattine, sambuca, grappa, due bottiglie di vino bianco due di Lambrusco, una di prosecco, 7 insalate miste in confezioni monodose con il kit per condire integrato, 3 kili di spinaci, ravanelli, zucca, mele della Valtellina, un castagnaccio al cioccolato, fragole, rucola…Non mi posso lamentare, ho guadagnato soldi facendo da traduttrice per un tema che mi piace, con delle persone simpatiche, sono stata pagata abbastanza bene ed oltre tutto ci ho guadagnato la spesa per una settimana.
L’anno prossimo conto riparteciparvi, sto gia’ meditando andarci con un furgoncino; Io sono cresciuta con l’idea che buttare il cibo e’ un peccato quasi capitale.

Tampopo: il primo noodles western

January 28th, 2010 by gnamo No comments »

Un film Giapponese di Juzo Itami del 1985 che quando uscì fu chiamato il primo Noodles Western.

Tampopo inizia con l’arrivo di due camionisti Goro e Gun, in un tipico ristorante Giapponese approfittando per fare un pausa e mangiare una zuppa Ramen. L’aspetto del luogo e la presenza di alcuni uomini con brutte facce, non li fanno desistere dal concetto iniziale quello di mangiare un boccone, ritrovandosi quasi subito in una rissa per aver difeso la donna che gestisce il negozio, Tampopo per l’appunto, dalle avances di uno dei presenti.
Una volta cacciati via i malintenzionati che stavano infastidendo Tampopo, Goro e Gun decidono di aiutare la donna nell’elaborazione dei Ramen perfetti, essendo lei non molto portata.

Una delle caratteristiche peculiari di questo film è il filo conduttore del cibo, la storia principale è quella dei ramen ma in mezzo spuntano fuori sketchs gastronomici che portano lo spettatore in un viaggio atraverso la cucina Giapponese comparandola in alcuni momenti a quella Europea. Una delle storie rappresenta una relazione tra uno Yakuza e la sua donna, che compartono varie scene Erotico-Gastronomiche.

Da mangiare con gli occhi!



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